L’intervento in questione fa parte di un più grande progetto relativo alla realizzazione di una diga sul torrente Achwa nel distretto di Pader in Uganda, eseguito dalla società PAC S.p.A.
Il blocco della costruzione principale, utilizzato per ospitare le turbine, è stato inizialmente concepito come un parallelepipedo sdraiato con colori tenui, tagliato da una fascia orizzontale composta da finestre in leggero aggetto, con una composizione ritmica alternata a telali metallici di colore rosso. La committenza ha chiesto di apportare modifiche all’edificio preferendo una conformazione sommitale dell’edificio a padiglione ed una tonalità delle pareti esterne che richiamasse i colori societari.
Interessante la soluzione di concepire l’intera struttura con elementi in acciaio presso piegati che ha portato ad un notevole risparmio di peso della stessa. Le strutture sono state progettate e prefabbricate in Italia per poi essere spedite via nave nel continente africano, dove sono state assemblate senza particolari problemi.
Il modello del capannone è stato utilizzato susseguentemente per altri interventi (non seguiti) come l’impianto idroelettrico di Kikagati (sempre in Uganda).
Collaborazione con Renato Ercoli e ing. G.P. Pegurri
The intervention in question is part of a larger project relating to the construction of a dam on the Achwa torrent in the Pader district of Uganda, carried out by the company PAC S.p.A.
The block of the main construction, used to house the turbines, was initially conceived as a parallelepiped lying down with pale colors, cut by a horizontal band composed of slightly overhanging windows, with a rhythmic composition alternating with red metal frames. The client asked to make changes to the building preferring a pavilion-shaped top of the building and a shade of the external walls that recalled the company colors.
The solution of conceiving the entire structure with press-folded steel elements is interesting, which led to a significant saving in weight. The structures were designed and prefabricated in Italy and then shipped to the African continent, where they were assembled without particular problems.
The model of the shed was subsequently used for other interventions (not followed) such as the Kikagati hydroelectric plant (also in Uganda).
Collaboration with Renato Ercoli and eng. G.P. Pegurri